Ogni persona ha il diritto di percorrere il proprio itinerario di vita nella pienezza delle sue possibilità. A volte la vita ci mette davanti degli ostacoli che ci impediscono di procedere così come vorremmo verso i nostri obiettivi personali, professionali, relazionali; in questi momenti il confronto con una persona “terza”, con una giusta distanza da sé e competente nella lettura delle dinamiche intrapsichiche può restituire quel senso di efficacia personale che contribuisce a costruire od a ricostituire il proprio benessere personale.

La consulenza psicologica serve a recuperare gli strumenti e ad offrirne di nuovi per affrontare al meglio questo viaggio a chi avesse momentaneamente smarrito l’orientamento.

Richiedere la consulenza di uno psicologo vuol dire prendersi cura di se stessi in maniera responsabile sapendo riconoscere i momenti di “crisi” e affrontandoli per quelli che sono e cioè momenti di passaggio da una condizione insoddisfacente, dolorosa, ad una di maggiore equilibrio, di consapevolezza, di pacificazione interiore con la propria esistenza.

Un uomo profondamente saggio che ha influenzato la mia formazione e che ha dedicato tutta la sua vita ad aiutare persone sofferenti nel corpo e nello spirito, Jean Vanier, sosteneva che tutti dovrebbero avere il “diritto di essere brutti”. Essere se stessi è un diritto: accettare con sano realismo di avere sia limiti sia risorse è la strada maestra per giungere a quella serenità interiore che permette di vivere in armonia con noi stessi e con gli altri.

Ogni persona ha il diritto di percorrere il proprio itinerario di vita nella pienezza delle sue possibilità. A volte la vita ci mette davanti degli ostacoli che ci impediscono di procedere così come vorremmo verso i nostri obiettivi personali, professionali, relazionali; in questi momenti il confronto con una persona “terza”, con una giusta distanza da sé e competente nella lettura delle dinamiche intrapsichiche può restituire quel senso di efficacia personale che contribuisce a costruire od a ricostituire il proprio benessere personale.

La consulenza psicologica serve a recuperare gli strumenti e ad offrirne di nuovi per affrontare al meglio questo viaggio a chi avesse momentaneamente smarrito l’orientamento.

Richiedere la consulenza di uno psicologo vuol dire prendersi cura di se stessi in maniera responsabile sapendo riconoscere i momenti di “crisi” e affrontandoli per quelli che sono e cioè momenti di passaggio da una condizione insoddisfacente, dolorosa, ad una di maggiore equilibrio, di consapevolezza, di pacificazione interiore con la propria esistenza.

Un uomo profondamente saggio che ha influenzato la mia formazione e che ha dedicato tutta la sua vita ad aiutare persone sofferenti nel corpo e nello spirito, Jean Vanier, sosteneva che tutti dovrebbero avere il “diritto di essere brutti”. Essere se stessi è un diritto: accettare con sano realismo di avere sia limiti sia risorse è la strada maestra per giungere a quella serenità interiore che permette di vivere in armonia con noi stessi e con gli altri.

Il teatro dell’anima


Uno degli strumenti più potenti per affrontare il proprio senso di malessere psicologico consiste nel mettere in scena quello che più ci turba profondamente: far interagire all’interno di uno spazio (“il teatro”) alcuni ruoli fonti di conflitto interiore che disturbano talvolta la nostra serenità (“i personaggi”) per vederli all’opera e trasformarli radicalmente in modo da ritrovare il proprio benessere attraverso una visione rinnovata del problema. Questo permette alla nostra “anima” di liberarsi dai condizionamenti che la tengono schiacciata a terra e volare finalmente leggera verso la piena armonia con il mondo interno e con quello esterno.

Rappresentare sul “palco dell’esistenza” i propri conflitti interiori li fa emergere dal buio nel quale si trovano imprigionati e libera quelle energie positive che permettono di rielaborarli in una nuova sintesi vitale che apre alla speranza di un cambiamento profondo e duraturo.

Gli “attori” al termine della rappresentazione psicodrammatica escono cambiati rispetto all’inizio e si riappropriano di quelle parti di sé inizialmente disgregate ed in contrasto tra loro per giungere a ricomporle in una nuova ed inaspettata armonia interiore finalmente pacificata anche con il mondo esterno.

Psicologo a Pisa - Riccardo Ali - Teatro Dell'Anima

Il teatro dell’anima


Uno degli strumenti più potenti per affrontare il proprio senso di malessere psicologico consiste nel mettere in scena quello che più ci turba profondamente: far interagire all’interno di uno spazio (“il teatro”) alcuni ruoli fonti di conflitto interiore che disturbano talvolta la nostra serenità (“i personaggi”) per vederli all’opera e trasformarli radicalmente in modo da ritrovare il proprio benessere attraverso una visione rinnovata del problema. Questo permette alla nostra “anima” di liberarsi dai condizionamenti che la tengono schiacciata a terra e volare finalmente leggera verso la piena armonia con il mondo interno e con quello esterno.

Rappresentare sul “palco dell’esistenza” i propri conflitti interiori li fa emergere dal buio nel quale si trovano imprigionati e libera quelle energie positive che permettono di rielaborarli in una nuova sintesi vitale che apre alla speranza di un cambiamento profondo e duraturo.

Gli “attori” al termine della rappresentazione psicodrammatica escono cambiati rispetto all’inizio e si riappropriano di quelle parti di sé inizialmente disgregate ed in contrasto tra loro per giungere a ricomporle in una nuova ed inaspettata armonia interiore finalmente pacificata anche con il mondo esterno.

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